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Aspetti interessanti del rapporto tra Venezuela e Italia

Tra Italia e Venezuela esiste un legame storico. L’emigrazione italiana nelle Americhe vi ha trovato una meta importante, soprattutto in seguito alla scoperta del petrolio, nei primi decenni del ‘900.

Un rapporto che ha origini lontane

Ma già dal secolo precedente il rapporto era stretto, e non pensiamo solo alle ragazze – per esempio le escorts venezuelane con il debole per i clienti italiani e viceversa – ma anche a quegli italiani, come Agostino Codazzi, che si arruolarono nell’esercito di liberazione di Simon Bolívar. Negli anni ’40 e ’50 poi, in seguito alla politica d’apertura voluta dal presidente Marcos Pérez Jimenez, gli italiani che emigrarono in Venezuela furono ben 50.000.

“L’immigrazione italiana ha rappresentato un fattore decisivo nella modernizzazione dell’industria agricola e nelle attività commerciali. Il nostro paese ha la terza comunità italiana dell’America Latina dopo Argentina e Brasile”, ha spiegato l’Ambasciatore del Venezuela in Italia Julian Isaias Rodriguez Diaz. Un’affinità che sicuramente funziona anche a livello sentimentale, come le escorts che potrete contattare vi confermeranno.

Un momento importante è rappresentato dall’inaspettata elezione, nel 1998, di Hugo Chávez, che ha inaugurato una stagione di governi socialisti e democratici in tutta l’America Latina, un continente in cui le donne stupende non mancano, come si può capire dalle donne da Escort Italia come quelli da http://www.escortitalia.com/. Chávez ha avuto indubbi meriti, come quello di ridurre la povertà, ma non è riuscito a fronteggiare del tutto il problema di un’economia basata solo sul petrolio, e costretta pertanto a numerose importazioni. D’altro canto i grandi piani di sviluppo rappresentati soprattutto dal campo dall’edilizia popolare hanno aperto importanti spazi di manovra per le aziende italiane (manovre che vanno suggellati con incontri importanti, nei quali una Roma escort raffinata e professionale può essere di grande aiuto).

La numerosa comunità italiana è riuscita nel corso degli anni a ritagliarsi una posizione economica di tutto rispetto nell’economia del Paese, tant’è che le imprese gestite da italiani o italo-venezuelani sono molte e intrattengono importanti rapporti con l’Italia (e le escorts italo-argentine possono dimostrare quanto l’incontro tra Paesi sia efficace). Nonostante ciò, la cooperazione tra i due Paesi richiedeva l’intervento delle istituzioni; per questo, dopo una serie di viaggi istituzionali di sottosegretari e parlamentari italiani (nel corso dei quali, trattandosi di eventi mondani, è sconsigliabile andare senza accompagnamento, magari con una Roma escort) il 14 febbraio 2001, dopo 5 anni di negoziati, a Caracas è stato firmato l’Accordo quadro di cooperazione.

Venezuela e Italia oggi

Ne ha beneficiato soprattutto l’Eni, diventata nel corso degli anni uno dei partners principali della Pdvsa (Petróleos de Venezuela S.A.), ma anche tante piccole e medie imprese italiane, come quelle che hanno scommesso su prodotti tipici come il granito venezuelano, il rum e il cioccolato. Tutte alleanze professionali sancite da feste, cene e grandi occasioni per le quali la presenza di una Roma escort può rilevarsi un ottimo assist.

Oggi, sotto la guida del presidente Maduro, il Venezuela sta attraversando un difficile periodo di transizione post-Chávez, complicato dalla crisi economica mondiale, con un crollo dei prezzi del petrolio che per la Repubblica bolivariana rappresenta un ostacolo, soprattutto considerando le tensioni con gli Stati Uniti di Obama (che verosimilmente proseguiranno con l’amministrazione Trump).

A ciò bisogna aggiungere che il Paese è oggetto di una grave escalation di violenza, tra criminalità comune e bande del narcotraffico. L’Italia in tutto ciò ha ridimensionato i suoi rapporti con il Venezuela, con l’intervento di Casini prima e con la risoluzione presentata da Cicchitto nei giorni scorsi. Più moderato è invece l’approccio di Papa (per ovvie ragioni molto legato all’America Latina), la cui posizione è volta piuttosto all’ascolto e al dialogo. Auspicando risoluzioni pacifiche, Bergoglio si schiera in modo deciso contro chi pretende di entrare a gamba tesa nelle dinamiche interne di uno Stato sovrano.